Investire in opere d’arte; come scegliere un’opera.

In questo periodo storico il mercato dell’arte è particolarmente vivace.

Gli investitori differenziano i propri investimenti: oltre a beni immobili e titoli mobiliari, si acquistano opere d’arte seguendo il consiglio di esperti nel campo.

L’investimento è spesso orientato ad acquistare un’opera di un artista quotato, conosciuto e famoso; oppure si acquista in base al proprio gusto ed esigenza estetica.

Può succedere tuttavia, di scegliere un’opera della quale non si conosce la resistenza al tempo. Cosa succede all’investimento in questo caso?

L'opera rimarrà ragionevolmente inalterata nel tempo? e conseguentemente, manterrà il valore dell’investimento?

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Queste domande se le deve porre soprattutto chi, nella scelta, ha considerato il proprio gusto estetico, perché vorrebbe davvero godersi la bellezza dell’opera per la quale ha speso una parte spesso rilevante del proprio patrimonio.

Quanto sarebbe deludente e imbarazzante aver scelto un’opera che nel giro di poco tempo comincia a dare segni di cedimento e degrado?

Questo succede con una certa frequenza, quando l'unico parametro di scelta è la quotazione dell’artista.

Premesso che nulla è inalterabile al tempo, è doveroso però da parte dell’artista tenere sempre a mente, mentre crea, che la sua opera sia il più resistente possibile, senza per questo sminuire il suo gesto creativo e il suo impulso artistico.

Purtroppo la realtà non è così; concentrato sull’atto creativo, l’artista non si preoccupa di quali materiali stia usando, se resisteranno alla luce, agli sbalzi di temperatura, ecc.

Non è detto che l’opera acquistata esclusivamente come speculazione e chiusa subito in un caveau senza mai esporla, resista al tempo dignitosamente.

Quale amara sorpresa sarebbe scoprire, passato il tempo e salite le quotazioni dell’artista, che l’opera è invendibile perché il suo deterioramento è tale da aver perso il suo senso artistico, la sua integrità è perduta e il segno dell’artista risulta illeggibile?

Una lezione ce la danno gli antichi romani: ci hanno tramandato non solo la passione per la bellezza, ma anche come creare opere durevoli nel tempo.

In Svizzera i romani hanno lasciato delle testimonianze eccezionali: si contano circa 410 mosaici pavimentali, realizzati tra la fine del I secolo a.C. e il IV secolo d.C.

Mosaik des Jagdes
Mosaico della Venatio - Foto: www.museevallon.ch

Queste opere hanno più di 1.500 anni, alcune più di 2000; quali opere moderne possono vantare una tale resistenza?

Bellezza, stile, colore, eleganza uniti a utilità e durevolezza.

Chiunque vorrebbe avere le stesse cose in cambio dell’investimento fatto.

L’elemento durabilità non è affatto un freno creativo per l’artista; semmai lo spinge a migliorarsi e ad esplorare le migliori possibilità, rispettando non solo se stesso ma chi ha investito il proprio denaro per assicurarsi l’opera.

Testimonianze di esperti nel settore nel restauro e conservazione di opere d’arte, indicano quanto possa essere difficile e costoso il tentativo di riportare un’opera alla sua originale leggibilità e bellezza.

Per essere più chiari sull’argomento riportiamo alcune frasi tratte dal libro «Il Parco della Pace a Ravenna, Esperienze di restauro del mosaico contemporaneo»(*)  scritte dalla Dott.ssa Cetty Muscolino(**), direttrice del cantiere.

«Non vi è dubbio che il destino di tutte le opere sia indissolubilmente legato a quello degli elementi che lo costituiscono, ma fondamentalmente molto dipende dalle tecnologie adottate dagli artisti che dovrebbero essere ragionevolmente indirizzati a una maggior consapevolezza nelle loro scelte, quando dall’ideazione passano alla creazione...»

«Con una sorprendente ma ragionevolmente prevedibile precocità si sono manifestati i primi segni di decadimento, connessi innanzitutto ai materiali utilizzati per la realizzazione e per l’assemblaggio...»

«In linea di massima va detto che molte delle problematiche riscontrate si legano ad aspetti di carattere strutturale connessi a difetti di costruzione...»

«Molti artisti infatti ritengono di non avere responsabilità nella preservazione del loro lavoro per i tempi futuri, perché la loro tensione è concentrata esclusivamente nell’atto creativo durante il processo di esecuzione.»

«Quando l’intuizione creativa prende forma e si cala nelle coordinate spazio-temporali è inevitabile che debba sottostare alle leggi della materia. L’artista quindi deve fare i conti con la realtà materica, oppure accettare che la sua creazione, dato il suo carattere del tutto effimero, si disperda irrimediabilmente in un breve corso di tempo.»

L’artista forse potrebbe accettarlo. Ma il suo cliente?

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(*) Cetty Muscolino, «Il Parco della Pace: conservazione e restauro»; da AA. VV., «Il Parco della Pace a Ravenna, Esperienze di restauro del mosaico contemporaneo», Ravenna, ottobre 2009, pagg. 37-47.

parco guell2(** )Dott.ssa e Prof.ssa Cetty Muscolino, Storico dell’arte, direttrice di cantieri di restauro, docente, autrice di numerose pubblicazioni, già direttrice del Museo Nazionale di Ravenna e della Scuola di Restauro del Mosaico della Soprintendenza di Ravenna.

4 pensieri riguardo “Investire in opere d’arte; come scegliere un’opera.”

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  2. A differenza del forex, del trading o della borsa, gli investimenti in opere d’arte risentono dell’illiquidità del mercato. Forse proprio la difficoltà di vendere l’opera nel momento voluto al prezzo desiderato dovrebbe portare l’investitore a valutare attentamente l’acquisto. Oltre al piacere personale e alla quotazione dell’artista è importante appunto conoscere i materiali utilizzati. In effetti quello della durabilità dell’opere spesso è un fattore poco considerato, ma che potrebbe portare all’alterazione dell’opera che risulta poi difficile da rivendere.

    1. Grazie per il suo commento. Sono perfettamente d’accordo con lei, e anzi dove lei dice che la durabilità è un fattore “poco considerato” spesso si potrebbe dire “volutamente ignorato per creare opere effimere”, che alla fine risultano investimenti “a perdere” il cui valore svanisce ben presto.

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