Non lasciare a qualcun altro la scelta dei tuoi rivestimenti. Scaccia la noia, ed evita gli errori più comuni!

Dopo il divorzio, la signora Adriana viveva da sola. Lavorava tutto il giorno nella sua profumeria, ben avviata, che le permetteva di vivere senza preoccupazioni. Ogni sera tornava a casa, e si rilassava riempiendo la vasca e immergendosi per una ventina di minuti.

Sera dopo sera, Adriana era sempre più stufa di trovarsi sempre davanti la solita noiosa parete bianca.

La scelta era stata del suo ex-marito: ancora una volta Adriana si domandò perché mai avesse sposato un uomo così privo di fantasia. Lei che amava le cose eleganti ed esclusive, cose che lui non era proprio capace di capire.

Inoltre, negli anni alcune piastrelle già si erano staccate, e là dove erano state riattaccate si notava la differenza.

Davvero brutta questa parete anonima …ma non era colpa sua, pensò Adriana; aveva sbagliato a lasciar fare tutto a suo marito, mentre se fosse stato per lei qui ci sarebbe stata…0009-1-venere

Ma sì! Ecco cosa ci voleva! Sono ancora giovane e sono una bella donna, si disse Adriana decisa. Voglio farmi fare sulla parete del bagno, una riproduzione della più bella donna nel più bel bagno che ci sia!

Questo pensava la signora Adriana, quando ci chiamò per commissionarci un mosaico per il suo bagno. Per lei progettammo la “Venere” di Botticelli, con la dea della bellezza che nasce dalla schiuma delle onde del mare.

Adesso però non esageriamo!

Non tutti sono pronti a farsi fare la Venere del Botticelli sulla parete del bagno. Forse è una scelta un po’ estrema.

Sicuramente però la signora Adriana aveva fatto qualcosa di buono: non si è fermata alla prima scelta; voleva che la sua casa rispecchiasse il suo essere, e ha deciso di conseguenza.

Questa è un’indicazione che vale per tutti coloro che si accingono a costruire o ristrutturare la propria casa.

Rivestimenti per i bagni o per la cucina si trovano dovunque. Si può dire che sia forse il prodotto per l’edilizia più diffuso.

Può sembrare assurdo, ma proprio questa grande disponibilità rende la scelta più difficile. Ci sono centomila modelli là fuori; tutti diversi per forma, colore, dimensione, materiale. Come faccio a scegliere?

E se poi magari scelgo, e il giorno dopo trovo qualcosa che mi piace di più?

Ristrutturare la casa è un investimento. Costruirla, ancor di più: e ciascuno vuole che il proprio investimento sia ben scelto; che non perda valore nel tempo, ma anche che sia “quello giusto”.

L’investimento “giusto”

Quando ero adolescente, erano i primi anni ’70. C’era stato da poco il Sessantotto, che aveva portato una ventata di novità nel mondo.

A cinquant’anni di distanza, ci sarebbero molte cose da raccontare e da commentare su com’è il mondo oggi, rispetto a com’era prima. Ma non ci interessa farlo qui.

0009-2-HippiesMi piace però ricordare, di quel tempo, il nostro modo di vestire. Per certi versi era assurdo: portavamo jeans a vita bassa con il fondo a “zampa d’elefante”, camicie variopinte con disegni a fiori e colletti dalle punte lunghissime, stivaletti, e accessori altrettanto stravaganti.

Se guardo indietro a quel tempo, ricordo che lo facevamo perché volevamo “sentirci diversi”: soprattutto rispetto alle generazioni che ci avevano preceduto.

Il risultato però era buffo: coi capelli lunghi e i vestiti da hippy, finivamo con l’essere tutti uguali.

Gli anni settanta passarono; io conclusi gli studi all’università, e cominciai a lavorare.

I vecchi pantaloni a zampa e le camicie a fiori da hippy erano passati di moda. Altre erano le mode del giorno.

Ma mi resi presto conto che non mi interessavano. Cominciai a sviluppare un mio stile personale, da dandy: eleganti camicie in cotone o in seta, cravatte a papillon a sottili disegni cachemire, pantaloni in lana dalla piega affilata, scarpe inglesi.

Imparai presto a scegliere i fornitori migliori. La signora anziana con il negozio minuscolo con una raffinata scelta di cravatte di ogni stile; la fabbrica di abiti da uomo che per i clienti affezionati faceva i vestiti su misura; l’importatore di seta con una scelta di camicie di prim’ordine.

Ogni tanto sbagliavo, e mi ritrovavo con qualcosa che poi mi rifiutavo di indossare. Ma imparavo a scegliere.

Gli sbagli da evitare.

Il fatto è che non capita tutti i giorni di scegliere un rivestimento. Anzi: la maggior parte di coloro che comprano o costruiscono casa, questa scelta la fanno una sola volta nella loro vita.

È singolare il fatto che una scelta, che darà i suoi effetti per lunghi anni a venire, venga spesso fatta con superficialità; oppure magari badando soltanto ai parametri tecnici – durezza, resistenza, rivestimento antisdrucciolo – e sottovalutandone l’impatto estetico.

Tanto più quando la casa, che si costruisce o si ristruttura, deve soddisfare le esigenze elevate di un proprietario che per se stesso non vuole altro se non il meglio.

E allora vediamo come fare a evitare i sette errori più comuni.

1- Che noia!

0009-3-bagno-vecchioMa siamo proprio sicuri di volere il bagno in quel beige chiaro che non dice nulla? Certo, abbiamo letto le riviste di architettura che consigliano di usare colori chiari per rendere l’ambiente più luminoso, ed è giusto fare così.

Però bisogna anche ricordare che il bagno è uno degli ambienti in cui passeremo più tempo… in totale intimità, soli con noi stessi, e per molte persone il bagno è uno dei pochi ambienti in cui ci si può rilassare e trovare tempo per se stessi. Alcuni leggono il giornale, altri si aggiornano sulle novità del proprio lavoro; altri ancora, specie ora che un qualsiasi smartphone ci mette il mondo tra le mani, ne approfittano per guardare video ed ascoltare musica.

E allora, suvvia! Un po’ di coraggio, e facciamo una scelta che rappresenta quel pizzico di follia che ci portiamo tutti appresso.

Piastrelle beige, va bene; ma scegliamo di interrompere la monotonia con un inserto a colori vivaci, piccolo ma imponente dal punto di vista ottico.

Un mosaico “a strappo”, ossia dai confini non definiti geometricamente, è l’ideale per dare una nota di colore a un ambiente che altrimenti risulterebbe al limite della noia.

2- Tutto nero!

Molto in voga negli anni ’80, il bagno nero dà un senso di gran classe, di distinzione.

Oggi si usa meno, e gli architetti delle riviste – e anche quelli “dal vivo” – consigliano di evitare i colori troppo scuri.

Un’idea brillante può essere di corredare le pareti, a piastrelle di grès porcellanato nero, con un pavimento in marmi bianchi e neri, a mosaico romano.

0009-4-caracallaI motivi possono essere ripresi dalle ricche decorazioni delle terme di epoca imperiale, ed è la scelta più banale; oppure creati appositamente per l’installazione, ottenendo un’opera assolutamente unica e irripetibile, che offre il fascino dell’opulenza romana unito alla creatività moderna.

Al padrone di casa resta poi la scelta, secondo i propri gusti: lasciare grezzi i marmi del mosaico, per dare un effetto di maggior movimento e una maggior tenuta allo scivolamento, anche camminando a piedi scalzi e bagnati; oppure far levigare il pavimento stesso, per dare uniformità fisica alla superficie.

3- Niente compromessi

Ricordate – gli ambienti rivestiti a piastrelle o a mosaici sono quelli in cui tutti noi passiamo la maggior parte del nostro tempo, quando siamo a casa: cucina, e bagno.

Molti anni fa lessi un aforisma che mi piacque molto, ed è diventato una specie di motto per me: “Le persone importanti, si ricevono in salotto. Gli amici, si ricevono in cucina”.

Negli ultimi vent’anni ho traslocato cinque volte. In ciascuna delle case, la cucina era sempre regolarmente uno degli ambienti più accoglienti. Una delle case ne aveva addirittura due.

0009-5-rosaE allora non vale la pena di risparmiare, per decorare gli ambienti più accoglienti della propria casa. Piastrelle scelte con cura, inserti a mosaico, pavimento termale, magari l’interno della doccia in rissêu genovese.

Nessun compromesso, pur di esprimere il massimo di se stessi in un ambiente in cui ciascuno di noi ha il diritto di sentirsi re.

4- Le fughe

Si chiamano “fughe” gli spazi tra un elemento e l’altro: tra una piastrella e l’altra, tra una tessera di mosaico e l’altra.

Non commettete l’errore di considerare le fughe semplicemente come “spazio sprecato da riempire di stucco!”

È vero che esistono dei prodotti – i “fuganti”, appunto – che vengono usati per riempire, livellare e uniformare le fughe in una composizione ad elementi uniti assieme: come una parete a piastrelle o un mosaico.

Ma i fornitori di prodotti tecnici per l’edilizia hanno una fantasia sterminata; il nostro fornitore preferito, MAPEI, ha un’intera gamma di fuganti, in diversi colori e diverse composizioni – compresa, ad esempio, la formula per stuccare i rivestimenti delle piscine, soggetti all’azione aggressiva dell’acqua clorata.

E allora non ci limitiamo a considerare le fughe solo come “spazio sprecato”. Un po’ di fantasia, insomma!, e se non ne abbiamo, facciamoci consigliare da chi può aiutarci.

Nel mosaico, la fuga è un elemento compositivo. Ne siamo convinti da sempre, e abbiamo avuto il conforto di sentircelo confermare dal compianto maestro Dario Narduzzi, che fu direttore di uno dei più antichi e prestigiosi atelier di mosaici al mondo: lo Studio del Mosaico Vaticano.

5- La composizione

0009-6-AltBPiastrelle, su piastrelle, su piastrelle. Blah blah blah. Da cima a fondo, anzi dal pavimento al soffitto.

Una volta, ai tempi dei nostri nonni, si facevano i rivestimenti così. Noiosi e monotoni, senza il minimo slancio di fantasia.

Poi cominciarono i produttori di piastrelle, negli anni ’80, a offrire prodotti modulari: la piastrella uniforme per la campitura, e le bordure decorate a motivi geometrici, o floreali, o a greche. Spezzando la monotonia si rende più interessante e personale il risultato.

Ma possiamo fare di più: anziché seguire le indicazioni del produttore, e usare componenti della stessa serie, possiamo sperimentare unendo serie diverse. Il risultato sarà ancora più originale, più “nostro”.

Possiamo andare ancora oltre: unire ai componenti di sistemi diversi, armonizzati in una composizione di nostra invenzione, delle parti in mosaico fatte appositamente per noi. Può essere un motivo astratto, una greca, o anche possiamo sostituire alcune piastrelle con composizioni in mosaico.

In questo modo l’ambiente è unico, non ve n’è un altro uguale.

6- La cucina

“Gli amici si ricevono in cucina”, dicevamo più sopra.

Ma anche quando siamo da soli, nell’intimità della nostra famiglia, vogliamo che la cucina sia al tempo stesso accogliente, confortevole, e originale.

Le cucine che troviamo sulle riviste sono spesso molto belle: ma proprio perché si trovano su una rivista, non si possono certo considerare originali. Possiamo aggiungere un po’ di fantasia anche qui, naturalmente sempre senza eccedere per non cadere nel cattivo gusto.

Uno sbaglio comune, nella scelta dei rivestimenti per la cucina, è di pensare soltanto alla funzionalità, e dimenticare la bellezza. Cucine tutte bianche come sale operatorie, sicuramente ben pulite, ma banali.

0009-7-backsplashUn elemento compositivo interessante, che offre molte possibilità di composizione, è il backsplash: la parte di parete della cucina dietro ai fornelli. Come suggerisce il nome, è quella parte di parete destinata a raccogliere gli schizzi durante la cottura.

I due requisiti principali sono quindi: resistenza agli agenti corrosivi, e igiene.

Molti degli ingredienti che usiamo in cucina sono corrosivi: la salsa di pomodoro, il succo di limone, l’aceto. Una superficie non adatta – ad esempio porosa, o eccessivamente ruvida – si rovina facilmente.

E inoltre tutto lo spazio attorno ai fornelli deve essere facile da pulire, eliminando i residui alimentari e la sporcizia che mette a rischio la sicurezza dei cibi che prepariamo.

Il mosaico si presta molto bene per la realizzazione di un backsplash; ma deve essere progettato appositamente, in modo da rendere la superficie il più possibile uniforme, e stuccato con un prodotto che renda le fughe impermeabili e facili da pulire.

Ancora più interessante, una composizione di mosaici che comprenda il backsplash della cucina, quello dietro il lavello, e degli inserti negli sportelli dei mobili. Se ben progettato, l’insieme dà un’impressione avvolgente, accogliente, e non assomiglia a nulla che si sia mai visto da nessun’altra parte.

7- Terrazzo e giardino

0009-8-VillaNegli spazi aperti, il mosaico è una scelta ancora più facile. La sua resistenza alle intemperie e agli incidenti è proverbiale; e le possibilità compositive sono infinite, per cui si può soddisfare il gusto anche del padrone di casa più esigente.

Dal mosaico romano alle visioni di Antoni Gaudì; dai ciottoli genovesi o greci al “terrazzo” veneziano; il disegno può essere integrato in diversi elementi compositivi, ed è anche possibile realizzare delle creazioni uniche, come ad esempio il disegno della pavimentazione del viottolo che porta alla piscina, che continua nel rivestimento del fondo della piscina stessa.

Uscire dalla showroom

I rivenditori di materiali da rivestimento spesso hanno buone intenzioni …ma i prodotti che si trovano in giro, come abbiamo visto, sono sempre gli stessi.

E alla fine, il rivenditore cercherà sempre di proporre il prodotto che gli rende di più; lo venderà a quanti più clienti possibile, che finiranno tutti con l’avere lo stesso bagno, la stessa cucina.

Uscire dalla monotonia è possibile, e abbiamo visto come. Ora sta a voi: non lasciate che sia qualcun altro a scegliere al vostro posto.

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